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Non si può fermare il vento con le mani - Populismo e Moralismo nella crisi del pensiero europeo

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Resumo:Sommario Una delle caratteristiche più evidenti della società democratica è l’aspro confronto di idee che ha luogo nella sfera pubblica. Questo dibattito, talvolta gravitante attorno a visioni della vita e della politica diametralmente opposte, è arricchente nella misura in cui a tutti i contendenti è garantita la massima libertà di espressione possibile. Comprensibilmente, in un contesto così competitivo, è normale la tentazione di delegittimare un avversario politico per l’immoralità delle sue idee o azioni, seguendo una scala di valori massimamente duttile a seconda del contesto storico e sociale. Storicamente una delle principali armi di delegittimizzazione morale è stata l’accusa di demagogia, molto vicina all’attuale connotazione di ciò che nell’immaginario collettivo contemporaneo si definisce “populismo”. In realtà, il termine “populismo” manca di una definizione univoca, e il dibattito accademico su ciò che possa rientrare o meno nella categoria è ancora in corso. Questo articolo mira a gettare luce su diverse interpretazioni del concetto, legandolo all’idea di demagogia e studiandone la relazione con il confronto democratico. Alla fine di quest’analisi introduttiva, lo scritto si focalizza sull’Unione Europea e sull’euroscetticismo dei partiti noti come “populisti”. Le conclusioni a cui si giunge spingono a problematizzare la definizione dell’idea di “populismo”, identificando le cause del fenomeno in un’architettura democratica multilivello che non sempre è improntata alla massima coerenza intrinseca e i cui contorni non sono sempre chiari ai cittadini.
Autores principais:Castiglioni,Federico
Assunto:Populismo Demagogia Democrazia Moralismo Unione Europea.
Ano:2021
País:Portugal
Tipo de documento:artigo
Tipo de acesso:acesso aberto
Instituição associada:Fundação para a Ciência e Tecnologia
Idioma:Língua italiana
Origem:SciELO Portugal
Descrição
Resumo:Sommario Una delle caratteristiche più evidenti della società democratica è l’aspro confronto di idee che ha luogo nella sfera pubblica. Questo dibattito, talvolta gravitante attorno a visioni della vita e della politica diametralmente opposte, è arricchente nella misura in cui a tutti i contendenti è garantita la massima libertà di espressione possibile. Comprensibilmente, in un contesto così competitivo, è normale la tentazione di delegittimare un avversario politico per l’immoralità delle sue idee o azioni, seguendo una scala di valori massimamente duttile a seconda del contesto storico e sociale. Storicamente una delle principali armi di delegittimizzazione morale è stata l’accusa di demagogia, molto vicina all’attuale connotazione di ciò che nell’immaginario collettivo contemporaneo si definisce “populismo”. In realtà, il termine “populismo” manca di una definizione univoca, e il dibattito accademico su ciò che possa rientrare o meno nella categoria è ancora in corso. Questo articolo mira a gettare luce su diverse interpretazioni del concetto, legandolo all’idea di demagogia e studiandone la relazione con il confronto democratico. Alla fine di quest’analisi introduttiva, lo scritto si focalizza sull’Unione Europea e sull’euroscetticismo dei partiti noti come “populisti”. Le conclusioni a cui si giunge spingono a problematizzare la definizione dell’idea di “populismo”, identificando le cause del fenomeno in un’architettura democratica multilivello che non sempre è improntata alla massima coerenza intrinseca e i cui contorni non sono sempre chiari ai cittadini.